Nelle sale da pranzo di Paolo Veronese

150 e non li dimostra

Christian e Manuel Costardi

Ristorante Cinzia

150 e non li dimostra Siamo convinti che l’ospite vada accolto con semplicità. Molti sono convinti di questo, ma non sempre riescono a trarne le necessarie conseguenze. Per noi semplicità significa anche rinuncia a un certo tipo di evoluzione. Perché cambiare sempre? E invece, anche in nome e per conto della semplicità, si cerca comunque di stupire. E stupire, nel nostro mestiere, significa stravolgere, modificare, inserire qualcosa che in precedenza non c’era. Ci abbiamo ragionato sovente. E...

Esecuzione

Siamo convinti che l’ospite vada accolto con semplicità. Molti sono convinti di questo, ma non sempre riescono a trarne le necessarie conseguenze. Per noi semplicità significa anche rinuncia a un certo tipo di evoluzione. Perché cambiare sempre?
E invece, anche in nome e per conto della semplicità, si cerca comunque di stupire. E stupire, nel nostro mestiere, significa stravolgere, modificare, inserire qualcosa che in precedenza non c’era. Ci abbiamo ragionato sovente. E siamo giunti a una scelta, che in qualche modo ha finito per diventare il “manifesto” della nostra attività di ristoratori.
Un piatto di riso. Un piatto di riso è imprescindibile, nella cucina e nel territorio di Vercelli. Si coltiva il riso da secoli, il territorio è stato modellato su questa coltivazione, i borghi sono stati costruiti ai perimetri delle risaie. E quello che sta nella memoria di tutti coloro che nascono e vivono qui, vive, con ulteriore nitidezza, nelle nostre memorie personali. Il sapore che cerchiamo è quello della nostra infanzia, dei pasti in famiglia. Poi, naturalmente, la ricerca non si arresta.
Si procede per impercettibili addizioni: un certo tipo di sale e, in questo caso, le scorze dei limoni, ma senza per questo voler smarrire quella semplice ospitalità cui ci ispiriamo sempre. Che ci pare lasci in chi ci visita un piacevole ricordo.