Nelle camere da letto di Tiziano

Un cuore, e un cuore dentro

Andrea Spina

Al Gallo

Un cuore, e un cuore dentro Per me è stata una sfida particolarmente impegnativa quella di partecipare a questo progetto. Il confronto con un maestro della pittura come Tiziano può lasciare disarmati. Ho avuto bisogno di tempo per capire che non dovevo realizzare qualche cosa che assomigliasse alle sue composizioni, ma che provasse invece a coglierne la logica. Quando si pensa alla pittura di Tiziano la prima cosa che viene in mente sono i colori, in particolare quello che porta il suo nome, il rosso, che...

Esecuzione

Per me è stata una sfida particolarmente impegnativa quella di partecipare a questo progetto. Il confronto con un maestro della pittura come Tiziano può lasciare disarmati.
Ho avuto bisogno di tempo per capire che non dovevo realizzare qualche cosa che assomigliasse alle sue composizioni, ma che provasse invece a coglierne la logica. Quando si pensa alla pittura di Tiziano la prima cosa che viene in mente sono i colori, in particolare quello che porta il suo nome, il rosso, che associamo anche alla passione, al calore del sangue, della vita.
Ma di questo ci accorgiamo a prima vista.
A uno sguardo più attento quello che ci colpisce è la pazienza con cui il pittore ha steso uno sull’altro i suoi colori. Proprio per questo ho pensato a un piatto che mostrasse immediatamente la sua cromaticità, ma richiedesse anche di essere scoperto gradualmente. L’apparenza è quella dei colori solari, il rosso della salsa di pomodoro e
peperoncino che dà consistenza alla freccia che trafigge il cuore di dentice, il giallo dorato della bottarga. Solo successivamente emergono gli strati: il bianco del caprino, il nero della pancetta affumicata imbevuta di seppia.
Mangiare un cuore? Nella civiltà occidentale questa prospettiva ha sempre suscitato preoccupazione, paura. Nel mondo greco è proibito a chiunque di mangiare il cuore, perché è considerato il centro della vita, il fattore fondamentale di un’identità. Però noi sappiamo che Gesù spezza il pane e lo consegna ai suoi discepoli ordinando loro di mangiarlo,avvisandoli che ciò che mangiano è il suo corpo,il suo cuore quindi. Questo ha scandalizzato per secoli i non cristiani. Io ho voluto costruire un cuore, al cui interno ho inserito un altro cuore, un uovo cotto a bassissima temperatura, che costituisce l’ulteriore e definitiva sorpresa per chi mangerà questo piatto. Da una parte queste interne stratificazioni sono il mio modo di leggere e tradurre la pittura di Tiziano. Dall’altra
forniscono gli elementi per riflettere su ciò che ci accade quando ci innamoriamo.
Mi hanno detto che nella Vita Nova di Dante c’è una pagina assolutamente terribile in questo senso: l’apparizione di una donna, coperta di un drappo rosso, cui l’Amore fa mangiare il cuore del poeta. Me l’hanno detto dopo, per fortuna.
Il cuore è la sede della vita, è esposto agli accidenti dell’amore, conserva nelle sue pieghe
la memoria di quanto abbiamo vissuto, i colori e le forme che ci compongono, è fragile e
robusto allo stesso tempo. Finché abbiamo vita non si stanca, è al centro di una rete inestricabile di vie più grandi e più piccole. Non stupisce che sia sempre stato accompagnato da una forte componente simbolica. La striscia rossa che lo attraversa, è facile intuirlo, è la freccia che periodicamente ci colpisce, anche quando meno ce lo aspettiamo. Credo che questo piatto possa quindi favorire anche un momento di riflessione, su quello che siamo e su quello che ancora non sappiamo del nostro destino.