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Nelle camere da letto di Tiziano

Dopo quelli dedicati ad Andrea Palladio e a Giorgione, il volume di quest’anno sviluppa ulteriormente il progetto editoriale che FriulAdria ha condiviso con il prof. Giuseppe Barbieri, direttore del Dipartimento di Storia delle arti e Conservazione dei beni artistici “Giuseppe Mazzariol” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Il nostro impegno continua a essere quello di sottolineare come quattro tra i più grandi artisti del nostro Rinascimento hanno inventato, in senso moderno, altrettanti spazi della nostra vita quotidiana: la cucina con Palladio, il giardino con Giorgione e, in questo 2010, la camera da letto con Tiziano. Non nel senso che il grande pittore cadorino abbia attribuito a questo spazio nuove funzioni o nuovi assetti, ma perché con i suoi nudi femminili Tiziano ha rivelato una moderna concretezza della corporeità, che è risultata punto di riferimento per tutta la pittura europea dopo di lui.

Il prossimo anno vedremo come Paolo Veronese ha imposto un nuovo standard per la rappresentazione della sala da pranzo. Come i precedenti anche questo volume contiene cinque “progetti gastronomici” appositamente realizzati da chef riconosciuti o emergenti che, dato il tema, si sono misurati con due tematiche suggestive, la cucina afrodisiaca e la prima colazione: è un modo nuovo, anch’esso moderno, di raffigurare i segni della nostra civiltà della tavola, evidenziando un processo prima ancora che un prodotto, che lega insieme memorie, esperienze, percorsi.

Il lettore potrà constatare come anno dopo anno si faccia più convinta l’adesione dei protagonisti della nostra realtà gastronomica alla proposta di FriulAdria: quella di pensare un progetto piuttosto che realizzare una ricetta.

Il mio duplice augurio è che il tanto materiale raccolto in questi anni possa tradursi presto in un data base con precisi connotati di interattività e che nel panorama della ristorazione del Nord est diventino sempre più riconoscibili quei ristoratori che si sono cimentati a creare i “piatti della modernità”, collaborando in pieno a una proposta di Rinascimento veneto della cucina. In questo senso va colta la terza e ultima parte del volume, quest’anno di stimolante matrice triestina, che presentando antiche ricette ricondotte a un moderno orizzonte di gusto ci invita a riflettere sul decisivo rapporto fra tradizione e traduzione, fra il rispetto per una secolare bio-diversità e l’esperienza del presente.